Il Cnr avvisa due terzi delle email sono di spam.
(05/03/2007) Per le piccole medie imprese la comunicazione via mail nasconde delle insidie
Tra i messaggi di posta elettronica in circolazione in Italia, due su tre rappresentano spam e messaggi indesiderati, questo sicuramente si traduce in una perdita di tempo che va ad influire sui flussi di lavoro all'interno dell'impresa. E' quanto ha accertato un'indagine statistica dell'Iit-Cnr, secondo la quale si sono di molto ridotti i virus, mentre impazza il phishing, messaggi trappola inviati nel tentativo di dirottare gli utenti su pagine web fasulle, per carpire eventualmente i loro dati personali. Lo studio, di cui il Centro Nazionale delle Ricerche ha dato notizia in una nota, ricorda che ogni giorno in Europa circolano 61 miliardi di messaggi spam, quasi il 90% del totale delle email scambiate, con costi annui che, secondo la Commissione Europea, sfiorano i 39 miliardi di euro. I dati sono allarmanti, soprattutto per le imprese.
Ma anche in Italia la diffusione di spam e messaggi indesiderati ha ormai raggiunto e superato il livello di guardia. E le statistiche raccolte dall'Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Iit-Cnr) documentano una situazione che va peggiorando, anche se è decisamente migliore rispetto agli indici americani. "Da un'analisi statistica sui server di posta elettronica dell'Iit emerge che, nel 2006, il tasso di spam medio è stato di circa il 66%", osserva Stefano Ruberti, responsabile della posta elettronica dell'Iit-Cnr e del Registro del ccTLD .it, organismo che assegna i domini internet `.it'", continua "e i pericoli per le imprese aumentano a dismisura".
A fronte di 2.846.282 messaggi di posta elettronica ricevuti, il sistema ne ha classificati come `clean', puliti, poco meno di 970.000 (34%). Ben 1.876.511 email erano invece spam o virus: in particolare, 614.772 (32,7% del totale dei messaggi-spazzatura) sono state etichettate come spam ma recapitate comunque all'utente per evitare `falsi positivi' e 504.408 (26,8%) bloccate e poste in quarantena perché spam acclarato. Altri 732.000 messaggi sono stati bloccati dai sistemi di controllo Rbl, che identificano indirizzi noti come mittenti di spamming: un numero enorme, se si considera che tali controlli sono in funzione solo dall'8 novembre scorso.
Infine, 25.477 email sono state classificate come portatrici di virus (appena l'1,3%): a dimostrazione di come le infezioni abbiano ceduto il passo ad attività truffaldine ben più remunerative. Tra queste, dice la ricerca, nel 2006, spicca il "`phishing", il tentativo di dirottare gli utenti su pagine web fasulle che ricordano quelle di banche, imprese o portali per l'acquisto di prodotti online al fine di carpire password e codici di autenticazione". A riprova di quanto lo spam ostacoli la normale attività di rete, per analizzare tutte le email infette, il server Iit ha impiegato oltre 1.315 ore di lavoro. ...Continua qui
[Fonte: La Stampa.it]